Un blog come tanti, che tratta di domotica con guide passo passo per Raspberry, Domoticz, Samba, Home Assistant. Ma sopratutto uno spazio dedicato al firmware Tasmota con le descrizioni e le spiegazioni dei comandi in italiano. Inoltre alcuni progetti con Arduino semplici semplici. Il tutto condito con resina da colata, Lego, musica ed il mio plotter Silhouette Cameo, nonchè un pochino di stampa 3d.
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giovedì 3 marzo 2016
Biodati
Sono molto preoccupato di sapere dove vanno i dati delle mie analisi del sangue, delle mie radiografie, della mia spirometria e via dicendo. Ce la vedete tanto assurda per il futuro che qualcuno si venda i dati (magari anche anonimizzati, ma solo se vogliamo essere buoni) relativi al numero di persone con il colesterolo alto nella città X a chi vuole promuovere un nuovo farmaco anti colesterolo? Ce la vedete tanto fuori dal mondo come ipotesi quella di vedere delle pubblicità mirate di alimenti contenenti poco ferro se in bacino di utenza ospedaliera si dovesse riscontrare una carenza di tale elemento?
Sono ipotesi che magari così di primo acchito non potrebbero neppure essere tanto "gravi", anzi, un suggerimento a migliorare la propria salute è solo che benvenuto,direi. Ma direi anche che se una ditta produce qualcosa che mi potrebbe fare bene ed ha i soldi per comprare i dati e fare pubblicità non è detto che sia la ditta che produce il miglior "qualcosa" che mi potrebbe fare bene. Vuol solo dire che o ha più soldi o che ha personale marketing più skilled. Mi terrorizza però pensare ad un leak di dati non anonimizzati, che combinato con altri miei dati on line traccia un quadro più che chiaro di cosa sto facendo al mio corpo. Mi spaventa molto sapere che i dati della mia carta fedeltà del supermercato possano essere relazionati con le mie cartelle cliniche e con il le app di fitness tracking del mio cellulare.
Si ottiene così la mia fotografia come alimentazione, effetti sul mio fisico e cura che mi prendo del mio corpo, mi pare chiaro. Facciamo uno step successivo, e se il malloppo dei dati venisse passato alla mia compagnia assicuratrice con la quale ho sottoscritto una polizza vita? Se ho un volume elevato di acquisto di carne e di latticini molto probabilmente avrò un tasso di colesterolo elevato,se mi alleno poco o se sono scostante sarei un pessimo investimento per un'assicurazione vita o un'assicurazione sanitaria...
E se i miei acquisti di spazzolini e dentifrici fossero sotto la media, sarei anche un misero investimento per una polizza che copre anche le spese odontoiatriche, specie se poi posso relazionare ciò con delle radiografie panoramiche...
Solo pensieri, beninteso, ma citando Mayhem #iosonopreoccupato.
sabato 28 marzo 2015
Excel e l'esportazione in csv
Prologo : abbiamo un programma che importa nel nostro gestionale dei files csv e li usa per popolare delle tabelle. Questo files vengono compilati in XLS dagli end user, poi il responsabile li controlla, li salva in CSV e li importa. Se non che il responsabile andava in ferie, e la persona che ha preso questo compito mi ha segnalato un problema quantomeno strano.
Il responsabile usava LibreOffice 4.qualcosa per salvare in CSV, mentre il sostituto ha Excel.
Analizzando i due files CSV (uno generato dal responsabile, uno dal sostituto) ho capito che il problema era, guardacaso, Excel.
Se infatti si seleziona "salva come CSV", Excel non usa la virgola come standar, ma il divisore di testo che trova impostato nel sistema.
Per risolvere questo problema si fa così, per tutte le versioni di windows dopo XP ed Office 2010:
-- Pannello di controllo
--- Paese e Lingua oppure Regional Settings
---- Impostazioni aggiuntive oppure Advanced
----- Mettere come "Separatore di elenco" la virgola.
Click su ok fino a chiudere tutto ed il problema è risolto.
Ora mi chiedo,se CSV sta per comma-separated values ovvero valori separati da virgola, perché diavolo ci metti il punto e virgola?
Capisco che non viene prevista una codifica di default,ma perché LibreOffice ci mette la virgola mentre Excel di appoggia sulle impostazioni del sistema operativo?
Ok, ho capito, sono troppo stupido per pormi tali quesiti!
:-)
martedì 1 luglio 2014
L'internet delle cose, ma a chi cazzo serve davvero?
Non ne sai nulla? Bene, wikipedizzati al volo, poi torna qui.
Stiamo parlando, a sentire gli esperti di qualcosa come 50 miliardi di dispositivi nei prossimi 10 anni o giù di li...
Assurdo? Forse, ma non secondo Patrick Tucker che ha scritto un interessante libro sull'argomento, reperibile su Amazon. Mettiamo anche che il tutto è corroborato dalla ricerca di PewResearch Internet Project dove hanno intervistato 1600 esperti a vario titolo sull'argomento ed il tutto già appare meno una minchiata fotonica.
sabato 28 giugno 2014
ADS-B, calendari e tester
lunedì 7 aprile 2014
La cornetta - parte 1
La mia vittima è questo telefono Brondi da 10 euro :
lunedì 17 marzo 2014
La mia postazione di saldatura
domenica 2 marzo 2014
Riflessioni sul ruolo dell'interfaccia
Qualche giorno fa mi stavo domandando perché ci sia in giro così tanta gente con in tasca uno smartphone o tablet e così pochi che lo usino ad almeno il 50% delle potenzialità.
Cioè,siamo sinceri, quante persone conoscete che hanno un device e lo usano davvero a fondo? Io ne conosco ... beh, nessuno.
Fate un po' mente locale, conoscete davvero tutte le funzioni del vostro device?
Io,in tutta sincerità,no.
Da parte mia, sicuramente la cosa è ascrivibile alla pigrizia e menefreghismo associato.
Magari la funzione WebStorage offerta di default è una figata, ma uso di solito Dropbox e non voglio approfondire altri software.
Magari esiste un'applicazione migliore per fare foto, ma non mi interessa.
Magari esiste un'applicazione fenomenale per tenere d'occhio il livello della batteria, ma quella di default va più che bene per i miei gusti.
Questo è il mio caso, ritengo di essere mediamente interessato alla tecnologia e di saperla mediamente usare, ma guardo verso il basso e vedo persone che della tecnologia se ne fregano e gli va benissimo il software precaricato. Come è giusto che sia, del resto tanto Android quanto iOS devono puntare all'utente medio e questa tipologia di utenza oltre ad essere quella remunerativa è poco informatizzata.
Mi sto chiedendo quindi se il dilagare della tecnologia attuale sia davvero un salto verso la tanto discussa alfabetizzazione informatica o se sia solo una voglia di illudersi.
Dal mio canto, non credo proprio.
Aiuterà sicuramente a dare una mano a chi si sente intimorito dalla tecnologia, ma nulla più. Potete anche menarmela con tutte le tesi che volete,ma sono convinto che per essere mediamente alfabetizzati in campo informatico serva ben altro. Serve sicuramente la scuola (dell'obbligo, non specializzata), serve capire cosa possa fare per noi l'informatica, serve una guida che appassioni. Vedo troppe persone che dicono "Io di computer non ci capisco nulla" e devo dire che la cosa mi lascia basito. Poi scopro che hanno Sky, uno smart device, la macchina con l'autoradio che fa da vivavoce per il telefono e magari anche da GPS, che usano il bancomat e che comprano su Amazon o su Ebay.
Questo è usare la tecnologia per fare quello che ci serve o necessita, ed è fantastico!
Solo che queste persone sono e restano intimorite dai computer, spesso sentendosi inadeguati. Questo è il problema, il far sentire l'utente inadeguato.
Lo trovo un grande problema, se l'utente i sente inadeguato, non usa uno strumento, ed ha ragione! Dove potrebbero essere gli errori?
Forse è il design dell'interfaccia utente che lascia spaesati?
Forse il planetario paradigma delle finestre è poco aderente alla realtà?
Forse il mouse è troppo antiquato per adeguarsi all'uso attuale della tecnologia?
Dal canto mio, penso che sia un mix di queste ed altre ragioni, altrimenti non mi spiego come mai il mercato dei pc (portatili e fissi) fuori dai contesti aziendali sia in netto calo da tre anni, mentre il mercato degli smart device sia in costante crescita.
Bisogna quindi riportare l'utente al centro della scena, farlo sentire tranquillo ed a suo agio, non credo proprio che una metafora basata sulle piastrelle possa fare ciò.
Spero in una generazione di tablet da 13/15/17 pollici che avvicini la gente ai suoi bisogni, che li soddisfi,che possa sdoganare un minimo di cultura informatica in un formato digeribile. Sicuramente con una nuova interfaccia, ancor più user-friendly, ancora più vicina ai reali bisogni.
Questo porta all'ovvia separazione tra chi il computer lo usa per lavoro e chi lo subisce al lavoro, ma del resto già così è con le versioni di Windows per Server...
Mi fermo qui, questa digressione è andata avanti anche troppo, voi che ne pensate?
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